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Tragedia nel Canale di Sicilia, annegano almeno 300 migranti diretti in Italia

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Tragedia nel Canale di Sicilia, annegano almeno 300 migranti diretti in Italia

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Sono rientrati nel porto di Tripoli, in Libia, gli oltre 350 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia da una imbarcazione italiana. Il peschereccio era partito la sera del 28 marzo dalle coste libiche assieme ad altre tre imbarcazioni, che potrebbero essere affondate. Le autorità libiche parlano di almeno 300 dispersi e di 23 superstiti.

Almeno 21 cadaveri, tra i quali quelli di alcune donne, sono stati recuperati dal mare. Le immagini che seguono mostrano con durezza la realtà che si è presentata ai soccorritori. I migranti, la gran parte di nazionalità egiziana, erano partiti da un porto vicino Tripoli. Una delle imbarcazioni è affondata poco dopo la partenza, a 30 chilometri dalla costa. L’intensificarsi dei flussi potrebbe essere legato all’imminente entrata in vigore dell’accordo tra Roma e Tripoli, che dal prossimo 15 maggio prevede il pattugliamento delle coste libiche in funzione anti immigrazione. Amaro il commento dell’Alto commissario per i rifugiati dell’Onu, il portoghese Antonio Guterres, che ha parlato dell’“ultimo tragico esempio di un fenomeno globale che vede gente disperata prendere decisioni disperate per sfuggire a conflitti, persecuzioni e povertà”.