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Poche aspettative dal G20, ma il vertice non può permettersi un fallimento

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Poche aspettative dal G20, ma il vertice non può permettersi un fallimento

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Il G20 sulla crisi economica globale, in programma da giovedi a Londra, suscita aspettative limitate, viste le diverse posizioni di molti tra i paesi presenti. Tutti però sono daccordo sul fatto di dover evitare un plateale fallimento della riunione.

Il premier britannico Brown ha espresso la speranza che dal vertice esca una azione comune, mentre il presidente francese Sarkozy ha detto che lascerà la riunione se non si avrà un risultato concreto. Appelli all’unità, che molti osservatori leggono però come segno di debolezza, arrivano anche dal presidente statunitense Obama, che più volte ha indicato nella “azione comune” uno dei principali obiettivi del vertice. “In pratica”, spiega Peter Gumble, editorialista di Fortune Europe, “non si raggiungeranno grandi obiettivi. Gli europei respingono la richiesta degli Usa di maggiori stimoli economici; Washington e Londra resistono alla richiesta dell’Europa di un più stretto controllo normativo dell’attività finanziaria. Detto questo, occorre non dimenticare l’importanza simbolica di una intesa, seppure semplice e limitata”. Trentacinquemila agenti saranno schierati da giovedi, mentre migliaia di attivisti da tutta Europa stanno raggiungendo la capitale britannica per partecipare alle manifestazioni di protesta. Tre ragazzi e due ragazze sui vent’anni sono stati arrestati in base alle leggi antiterrorismo perché avrebbero avuto l’intenzione di compiere dei reati.