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La 7 giorni di Obama in Europa

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La 7 giorni di Obama in Europa

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Barack Obama era già stato in Europa da candidato democratico lo scorso luglio, brevemente, a Berlino; adesso è un’altra storia, piu’ complicata. Deve per esempio trovare coi partner europei vie credibili per uscire dall’attuale crisi economico-finanziaria. La prima tappa sarà dunque Londra. In avanscoperta ha mandato quindici giorni fa il suo segretario al tesoro Timothy Geithner, al prevertice di Horsham.

Ma al G20 non potrà concretizzare granché. “Non c‘è accordo, dice Peter Gumbel, direttore di Fortune Europa: da una parte gli europei che si oppongono alla richiesta americana di misure piu’ energiche; dall’altra gli americani e i britannici che sono contro le richieste europee di maggiore regolamentazione.” Dopo la Gran Bretagna sarà la volta del vertice Nato, al confine tra Francia e Germania. Bisognerà convincere gli europei a sostenere la nuova strategia americana in Afghanistan. Maggiore impegno, dunque, proprio adesso in tempi di crisi nera. Le dichiarazioni ufficiali sono pero’ di buon auspicio. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto: “Siamo lieti di poter discutere dell’impegno della Nato in Afghanistan insieme al presidente Barack Obama. Vogliamo che la missione abbia un esito positivo, ossia che l’Afghanistan sia di nuovo in grado di garantire la propria sicurezza.” Praga accoglierà quindi il vertice Unione Europea – Stati Uniti. Al di là dei rapporti transatlantici si toccheranno temi cari a Obama, come il surriscaldamento del pianeta, la difesa antimissilistica, la sicurezza energetica. Ultima tappa della sette giorni europea Istanbul, la Turchia, membro storico e ponte sempre piu’ imprescindibile fra Asia ed Europa. Con Bush i rapporti tra Ankara e Washington furono tutt’altro che idilliaci; ma Barack Obama intende fare della Turchi il paese cardine del fianco meridionale dell’Alleanza Atlantica.