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Il mondo resta senza crescita

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Per la prima volta in calo. Il prodotto interno lordo del mondo nel 2009 si contrarrà dell’1,7%. Non era mai successo dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi. La stima devastante è della Banca Mondiale costretta a rivedere al ribasso le precedenti previsioni.

É un pessimismo condiviso. Anche le stime dell’Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo sono inquietanti. Nel 2009 le economie di Eurolandia, degli Stati Uniti e del Giappone crolleranno e nel 2010 la ripresa sarà vicina allo zero. Gli effetti di questa situazione si ramificheranno fino al 2011, soprattutto sul piano occupazionale. É preoccupato il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, scorrendo i grafici predisposti dai suoi uffici. Non può nasconderlo ma invita a uno sforzo comune. “Oggi non possiamo rinunciare a progetti e azioni condivise. In tempi di difficoltà abbiamo un grande bisogno che i cittadini credano nella capacità dei governi di affrontare le sfide. Corriamo il rischio di fare troppo o troppo poco”. Zoellick ha annunciato il varo di un programma che sfiora i 38 miliardi di euro per far ripartire il commercio internazionale e ha affermato che il dollaro continuerà a essere la valuta di riferimento mondiale.