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Bruxelles chiede più trasparenza su gestione dati internauti

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Bruxelles chiede più trasparenza su gestione dati internauti

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Proposte di incontri nella propria città, o prodotti segnalati in base ai propri gusti e abitudini.

Sono alcuni esempi di come i motori di ricerca raccolgano i dati personali degli internauti e poi gli operatori della pubblicità in rete li utilizzino a fini commerciali. Pratiche troppo diffuse, a cui la Commissione europea minaccia di mettere un freno. “Perché dovremmo agire? Perché, dal punto di vista delle comunicazioni commerciali, il mondo di internet si sta trasformando in un far west. E questo rischia di essere pericoloso. Le nostre ricerche mostrano che i giovani tra i 15 e i 25 anni, ossia gli utenti più esperti, utilizzino Internet ma al tempo stessi diffidino di questo mezzo. E’ un po’ come bere acqua pensando che possa essere leggermente tossica”. Alla vigilia del summit europeo sui consumi, Bruxelles lancia un avvertimento alle società che operano nel campo della pubblicità online: siate più chiari sulla gestione dei dati personali o imporremo una direttiva che vi obblighi ad esserlo. Un messaggio rivolto anche ai social network come Facebook.