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Polemica sulle indennità per gli ex commissari Ue


Redazione di Bruxelles

Polemica sulle indennità per gli ex commissari Ue

Paracadute dorati per gli ex commissari europei? Bruxelles giura di no, ma il dibattito è aperto e, con la recessione economica che incalza, rischia di non chiudersi tanto presto.

Il fatto è che un commissario europeo, per i tre anni successivi allo scadere del suo mandato, ha diritto a percepire fino al 65% del suo vecchio stipendio. E questo, per quanto ironico possa sembrare, per facilitare il suo reinserimento professionale. La portavoce della Commissione precisa che sono gli Stati membri a stabilire la durata di tre anni, l’ammontare degli stipendi, delle pensioni e delle indennità percepite dai commissari. “E’ un regolamento del Consiglio dei ministri – dice – noi non facciamo altro che applicarlo”. A beneficiare di questa indennità transitoria è l’italiano Franco Frattini, ex vice presidente della Commissione, ora ministro degli esteri nel governo Berlusconi. Ma anche Peter Mandelson, ex commissario per il Commercio divenuto ministro per le Attività produttive a Londra. Una precisazione è d’obbligo: l’indennità serve solo a compensare un eventuale calo retributivo, più che probabile dal momento che un commissario guadagna circa 20mila euro al mese.

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