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Gül: "grave errore stabilire un nesso tra il PKK e Hamas" 

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Gül: "grave errore stabilire un nesso tra il PKK e Hamas" 

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Abdullah Gül, presidente della Repubblica di Turchia, è tra le personalità di maggior spicco della nuova ondata di politici turchi emersi dal partito islamico moderato AKP. Mussulmano praticante, ex ministro degli esteri, Gül fa ancora sentire il suo peso in politica estera, soprattutto quando si tratta di difendere gli interessi del Paese in Europa o in Medioriente.
 
A Bruxelles ha risposto alle domande del nostro corrispondente.
   
 
Sergio Cantone, euronews - Abdullah Gül, presidente della Repubblica diTurchia, La ringrazio per aver accettato la nostra intervista.
 
La Turchia svolge un ruolo sempre piu’ importante in seno alla Nato, e questo potrebbe influenzare certe decisioni che verranno prese dall’Alleanza Atlantica. Che ne pensa?
 
 
 
Abdullah Gül, Turkish President “Vorrei cominciare col dire che la Nato è un’organizzazione per la sicurezza molto importante, e la Turchia ne è membro dai primi anni Cinquanta. Oggigiorno, col mondo in costante evoluzione, le questioni legate alla sicurezza hanno subito un’evoluzione, ci sono nuovi concetti. Mentre in passato la sicurezza toccava solo gli Stati, oggi interessa anche diverse organizzazioni illegali, e il terrorismo è diventato una questione centrale nel mondo. E’ evidente che in queste condizioni la Nato si è vista affidare nuove missioni, è diventata oggi un’istituzione importante nella lotta al terrorismo.”
 
 
euronews - Ci sono novità in merito all questione curda, soprattutto riguardo all’Iraq settentrionale? Che cosa è disposta a concedere la Turchia?  
 
Abdullah Gül “Per poter sradicare le organizzazioni terroristiche bisogna mettere in atto piani diversi e complessi, ed è quel che fa la Turchia. A volte lo si fa pubblicamente, a volte no, ma nel caso di quanti si rifiutano di cedere le armi e intendono combattere sino alla fine, bisogna lottare contro questi individui sino in fondo.
 
Ci sono poi molti che hanno commesso degli errori, che sono rimasti implicati in episodi di terrorismo involontariamente – queste persone vanno recuperate.
 
Fino a oggi, purtroppo, il governo regionale curdo nel Nord dell’Iraq si rifiutava di fare il necessario, ma oggi ho il privilegio di poter dire che a seguito di vari incontri, negli ultimi mesi, hanno compreso che l’organizzazione terroristica è nociva anche per loro.”
 
 
euronews - La Turchia è molto vicina, voglio dire dal punto di vista delle relazioni internazionali, dei rapporti fra Stati, a un paese, Israele. Che considera Hamas un’organizzazione terroristica. La considerate anche voi tale, come il PKK, per esempio? Mi sembra che i vostri rapporti con Hamas siano invece un po’ diversi…
 
Abdullah Gül “Il PKK, Hamas e la questione palestinese non hanno alcun legame. Perché i palestinesi, o Hamas… ci sono diverse organizzazioni.. alcuni palestinesi sono responsabili di attentati suicidi, di atti terroristici… noi non li appoggiamo, mai, questo va detto.
 
Ma una, Hamas, milita per salvare il proprio territorio in Palestina, e vuole creare un suo paese, mentra l’altra organizzazione, il PKK, ricorre al terrorismo dall’esterno contro la Turchia.
 
E non c‘è discriminazione tra turchi e curdi in Turchia. L’identità etnica di una persona piuttosto che un’altra non ci interessa in Turchia.”
 
 
euronews - Presidente, la mia domanda non era un implicito giudizio sul valore morale del PKK o di Hamas, ma piuttosto: a Turchia, è in cattivi rapporti col PKK e lo considera un gruppo terrorista; Israele ha lo stesso tipo di rapporto con Hamas, ma la Turchia considera Hamas un gruppo terrorista? Non vorrei metterli sullo stesso piano, ma mi pare contraddittorio, sono comunque due movimenti che lottano per la loro terra…
 
 
Abdullah Gül  “La Palestina è uno stato occupato, e lotta per sottrarsi a tale occupazione. Anche per le Nazioni Unite la Palestina è sotto occupazione, secondo l’Onu dunque… ”
 
 
euronews - No, no, mi scusi, forse…
 
 
Abdullah Gül “Un momento, devo chiarire questo, è un tema importante.. Quando Hamas compie un atto terroristico, noi lo condanniamo. Ma non dimentichiamo quel che ha fatto Israele a Gaza, dove ha ucciso dalle 1300 alle 1800 persone, sono atti inaccettabili. Percio’ stabilire un legame tra il PKK e Hamas è un grave errore.”
 
 
euronews - E a che punto sono i negoziati per l’adesione all’Unione Europea?
 
 
Abdullah Gül “Per ora l’iter va avanti, anche se devo ammettere che talvolta alcuni piccoli fatti di politica interna ci creano qualche problema, ma di poco conto.”
 
 
euronews - Quali sono questi problemi di poco conto?
 
 
Abdullah Gül  “La questione cipriota, per esempio. Come Lei sa, è un argomento importante. Talora, nel corso dei negoziati, ci crea problemi, politici, e determina situazioni che vanno contro gli interessi degli europei.”
 
 
euronews – Stiamo dunque parlando di Cipro, che non è riconosciuta dalla Turchia. I ciprioti vorrebbero attraccare nei porti turchi ma non vi hanno accesso, e questo è un problema commerciale per uno stato membro dell’Unione come Cipro, non crede?
 
 
Adullah Gül “Guardi, noi ai greco-ciprioti non chiediamo nemmeno il visto. E questo tanti non lo sanno. Ma nessuno puo’ negare il problema Cipro: c‘è una Cipro greca e una Cipro turca.
 
Perché le Nazioni Unite hanno proposto un accordo di pace? perché l’Europa ha fatto propria la proposta di pace dell’Onu? Perché questo piano di pace è stato sottoposto a referendum nelle due parti dell’isola, nel 2004? In questo referendum i turchi hanno accettato il piano di pace, i greco-ciprioti l’hanno respinto.”
 
 
euronews - Presidente, non crede che per facilitare il si’ dei greco-ciprioti al piano Annan, il piano di pace delle Nazioni Unite, che Lei ha detto giustamente essere appoggiato dall’Unione Europea, non crede che forse la Turchia dovrebbe dare qualche segnale, per esempio, ritirare buona parte dei soldati turchi su Cipro, 40mila secondo una stima, o contenere il flusso di immigrati dall’Anatolia verso Cipro?
 
 
  
Abdullah Gül “La smentisco subito: non c‘è alcun tipo di immigrazione dall’Anatolia verso Cipro.
 
Se il piano di pace fosse stato accettato col referendum del 2004, se i greco-ciprioti non avessero respinto il piano, oggi i soldati turchi di stanza sull’isola sarebbero stati ritirati. Lo sanno tutti, compresa l’Unione Europea, noi non siamo contro una risoluzione della questione.”