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Bashir al summit della Lega Araba sfida il mandato d'arresto della CPI

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Bashir al summit della Lega Araba sfida il mandato d'arresto della CPI

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E’ il vertice delle sfide, quello apertosi a Doha, in Qatar, e che riunisce i paesi aderenti alla Lega Araba. La prima e più esplicita l’ha lanciata il presidente sudanese Omar al-Beshir, seduto allo stesso tavolo del segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, nonostante sul suo capo penda un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale.

“Come spiegare”, si è polemicamente chiesto al-Bashir, “la decisione del consiglio di sicurezza di incaricare la cosiddetta corte penale internazionale, quando lo stesso consiglio di sicurezza si lascia corrompere dagli Stati Uniti e nega la responsabilità dei suoi leader politici e militari davanti al mondo” Di minore portata la sfida del leader libico Muhammar al-Gheddafi al re saudita Abdallah. Dopo qualche scambio polemico sui pessimi rapporti tra i due, moderato dai padroni di casa qatarioti, Gheddafi ha concluso nel segno della riconciliazione: “Sono pronto a invitare il sovrano a una visita in Libia”, ha detto. Sul tavolo della riunione anche l’irrisolta questione palestinese, che se da un lato ha tenuto lontano dal vertice l’egiziano Mubarak, in segno di protesta per l’aiuto di Doha ai radicali di Hamas, dall’altro ha registrato un intervento polemico del presidente siriano al-Assad. “I paesi arabi non hanno un vero interlocutore nel dialogo di pace”, ha detto riferendosi a Israele nel suo discorso in apertura.