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Alla sbarra l'ex torturatore cambogiano

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Alla sbarra l'ex torturatore cambogiano

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E’ accusato di avere ucciso più di 14 mila prigionieri durante il regime dei Khmer rossi, in Cambogia. Kaing Guek Eav, 66 anni, meglio conosciuto come Duch, siede ora davanti ai giudici nel primo processo alla dittatura di Pol Pot, 30 anni dopo la sua caduta. Convertito al cristianesimo, Duch si è dichiarato pentito. Come capo della famigerata prigione S-21, ha disposto la tortura di migliaia di prigionieri per ottenere confessioni su attività di spionaggio, per lo più inesistenti. Tre i sopravvissuti alle esecuzioni. Tra di loro, Bou Meng: “Sono arrabbiato e felice allo stesso tempo. Arrabbiato perché ha ucciso mia moglie. Felice perché ora c‘è un tribunale che lo punirà”. In Cambogia il processo è considerato un evento storico. Due milioni di persone, cioè un quarto della popolazione, hanno trovato la morte durante il regime maoista, che attraverso il terrore cercava di imporre un modello rivoluzionario della società agricola. La prigione S-21 è diventata un tragico simbolo dell’epoca. Duch rischia l’ergastolo per crimini contro l’umanità, tortura, abusi sessuali, omicidio.