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Chiusi i seggi per le amministrative, un "referendum" su Erdogan

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Chiusi i seggi per le amministrative, un "referendum" su Erdogan

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Per il primo ministro la vittoria è quasi certa: i turchi hanno votato per rinnovare le amministrazioni locali.

Una sorta di referendum su Recep Tayyp Erdogan, che punta ad accelerare il cammino verso l’Unione Europea. Il voto è stato segnato dalle violenze: almeno cinque persone sono morte in diversi scontri nel sud-est del Paese. Il partito di governo, “Giustizia e sviluppo”, islamico moderato, dovrebbe ottenere tra il 40 e il 48 per cento dei voti e conservare le due principali città, Istanbul e Ankara. “I nostri sostenitori hanno votato nel modo più massiccio”, ha detto Erdogan. “E’ stata una dura sfida per la democrazia turca. Alla fine di questa battaglia la nostra opinione pubblica verrà fuori”. Il partito repubblicano del popolo, Chp, guidato da Deniz Baykal, dovrebbe invece conservare Smirne. Accusa l’Akp, scampato alla messa al bando l’anno scorso, di voler islamizzare il Paese modificando la costituzione laica. A preoccupare i turchi è la difficile situazione economica dopo anni di forte crescita: dopo il voto Erdogan dovrebbe completare i negoziati con l’Fmi per ottenere un nuovo credito.