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L'Unione europea dice si all'allargamento. Ma solo dopo la ratifica di Lisbona

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L'Unione europea dice si all'allargamento. Ma solo dopo la ratifica di Lisbona

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Preoccupazione tra i ministri degli esteri europei per la possibile non approvazione del Trattato di Lisbona. I capi delle diplomazie riuniti in Repubblica Ceca hanno detto che questa eventualità potrebbe mettere definitivamente la parola fine al processo di allargamento a est.

I prossimi paesi pronti a entrare nell’unione europea sono quelli dei Balcani con la Croazia in pole position. Zagabria spera di diventare il 28esimo paese nel 2010 o nel 2011. Una rassicurazione è arrivata dal commissario all’allargamento Olli Rehn: “I ministri degli esteri hanno fermamente riconfermato la prospettiva europea per i Balcani occidentali. Nel passato recente abbiamo goduto di una relativa stabilità politica della regione. Ma certamente questa non è la fine della storia, non è ancora una pace eterna. E quindi dobbiamo continuare la nostra politica di stabilizzazione che in altre parole è chiamata allargamento. Un processo di graduale allargamento dell’Unione europea”. La crisi dell’esecutivo ceco di Mirek Topolanek ha rimesso la palla nelle mani del presidente ceco Vaclav Klaus, noto per le sue posizioni euroscettiche e contrario al nuovo Trattato. Già approvato dalla Camera alta Ceca, rischia di non passare la prova del Senato. Una mancata ratifica potrebbe indurre l’Irlanda a rinviare il nuovo referendum sul trattato portando a un’ennesima paralisi delle istituzioni europee.