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Trattato di Lisbona a rischio: colpa di Praga

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Trattato di Lisbona a rischio: colpa di Praga

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La crisi politica ceca si abbatte sul Trattato di Lisbona rendendone ancora piú incerta l’approvazione. L’eventualità, per nulla remota, che il Senato ceco non dia il via libera, inquieta l’Europa. Il presidente della Commissione, Josè Manuel Durao Barroso, lancia un monito a Praga.

“Voglio inviare un messaggio alla Repubblica Ceca: chiedo a tutti i leader politici di non utilizzare questa crisi in modo da rendere il Trattato di Lisbona ostaggio dei problemi interni”. Barroso si affida al senso di responsabilità dello Stato che assicura la presidenza dell’Unione. Ma le sue sono preoccupazioni reali e condivise. Anche dal partito piú rappresentativo dell’europarlamento, quello popolare. “Esiste la possibilità che il primo ministro Topolanek abbia perso l’autorità per garantire la maggioranza dei tre quinti nel Senato ceco, necessaria per la ratifica, dopo l’approvazione del Trattato da parte della Camera bassa. Ci sono motivi validi per essere scettici sul fatto che Topolanek abbia una maggioranza”. Paradossalmente proprio le difficoltà di approvarlo giustificano l’urgenza di avercelo, il Trattato. Urgenza sottolineata dal gruppo socialista. “La crisi cui assistiamo in questo momento dimostra che abbiamo proprio bisogno del Trattato di Lisbona per avere davvero delle risposte chiare, per non essere ostaggi delle crisi interne agli stati membri, per fare davvero una politica europea”. Non aiuta la ratifica l’esplicita contrarietà al Trattato espressa dal Presidente ceco Vaclav Klaus. All’appello con la ratifica mancano anche Polonia, Germania e Irlanda.