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Siniora: "Abbiamo fiducia nel Tribunale internazionale sull'omicidio Hariri"

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Siniora: "Abbiamo fiducia nel Tribunale internazionale sull'omicidio Hariri"

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A qualche giorno dal vertice della lega araba a Doha e dall’inizio della campagna elettorale per le politiche il premier libanese Fouad Siniora ha risposto alle domande di euronews sui principali temi che interessano il paese mediorientale: dalla relazione con l’Unione europea, alle indagini del tribunale internazionale sull’assassinio dell’ex premier Hariri, all’influenza della Siria…

euronews: Tra qualche giorno si terrà il vertice della lega araba a Doha, in Qatar. Re Abdallah dell’Arabia Saudita ha chiesto una riconciliazione tra i Paesi arabi, lei pensa che questo possa realmente accadere a Doha?

Fuad Siniora: Ogni azione tesa a rafforzare le relazioni tra gli arabi e a mettere da parte i disaccordi, è benefica alla causa araba. Non possiamo affrontare le sfide che ci attendono, come la questione palestinese e il conflitto arabo-israeliano, essendo divisi. Soprattutto perché di fronte a noi c‘è un nuovo governo di falchi, dopo aver visto che le colombe hanno scatenato due guerre devastanti in Libano e a Gaza. Mi chiedo cosa succederà con un governo di falchi.

euronews: Come vede la posizione europea rispetto al Libano?

Fuad Siniora: L’unione europea è attenta alle sue relazioni con il Libano, come il Libano ci tiene ad avere buone relazioni con l’Europa, per il posto che occupiamo e per le relazioni con gli europei attraverso l’accordo di associazione.

euronews: Stiamo assistendo a un’apertura degli europei e degli americani verso la Siria. Non teme che sia il Libano a pagare il prezzo di questa apertura?

Fuad Siniora: Diciamo che questa apertura verso la Siria è importante e noi la sosteniamo. Ma allo stesso tempo voglio che le nostre relazioni con Damasco siano basate sulla fiducia e il rispetto reciproco. Cioè vogliamo una relazione da pari a pari. Ci vorrebbe una reale volontà di risolvere le questioni in sospeso che durano da diversi anni. Per questo crediamo che il cambio di tono dell’Europa e degli Stati Uniti verso la Siria non ci danneggi, anzi è il contrario.

euronews: Che pensa delle accuse della maggioranza parlamentare, di cui lei è espressione, rivolte alla Siria di aver avuto un ruolo nell’assassinio dell’ex Premier Rafik Hariri?

Fuad Siniora: Non si possono proferire delle accuse assolutamente gratuite. Dobbiamo aspettare le conclusioni del tribunale incaricato dell’inchiesta. Quest’organo giudiziario ha tutta la nostra fiducia. E saremo soddisfatti delle sue conclusioni e delle sue decisioni.

euronews: Lei crede che il tribunale riuscirà a mettere le mani sui veri colpevoli?

Fuad Siniora: Due sono gli obiettivi principali: il primo è conoscere la verità, chi ha commesso questo crimine abominevole, l’assassinio del primo ministro Hariri e dei suoi collaboratori. Il secondo è anche di grande importanza: adottando le procedure di un tribunale internazionale, noi libanesi rivendichiamo il fatto che il nostro paese non sia più il teatro di crimini impuniti.

euronews: Alcuni affermano che il tribunale siastrumentalizzato, lei cosa risponde?

Fuad Siniora: Si commette un grave errore accusando il tribunale di essere strumentalizzato. Credo che questo tribunale compirà la sua missione perché è sotto i riflettori. Le udienze sono pubbliche e nessuno può strumentalizzarlo o deviarlo dal percorso tracciato.

euronews: Come vede le relazioni tra Beirut e Damasco. Fino a che punto la rivoluzione dei cedri è riuscita ad allontare l’egemonia siriana sul Libano?

Fuad Siniora: Il Libano è un paese arabo e la Siria è un amico, e ci teniamo ad avere una relazione sana. Molto è stato fatto negli anni passati. E il Libano ha ripetuto il suo attaccamento alla propria sovranità senza per questo uscire dal suo ambiente arabo.

euronews: Sappiamo che il sostegno dell’Iran al Libano avviene attraverso Hezbollah, come vede il ruolo di Teheran in questo paese?

Fuad Siniora: Gli arabi devono avere una relazione di eguaglianza con l’Iran. Non ci vogliamo intromettere negli affari interni dell’Iran ma allo stesso tempo vogliamo che l’Iran non interferisca nei nostri. La responsabilità di tutti, la nostra e dell’Iran, è far sì che la relazione avvenga tra i due Stati e non tra uno Sato e un’organizzazione qualunque. Non credo sia utile. Immaginate che un paese arabo si metta a stabilire una relazione con un un’organizzazione iraniana. Cosa penserebbe l’Iran?Lo accetterebbe? Credo di no.

euronews: Il vertice arabo tenuto a Beirut nel 2002 ha visto la nascita dell’iniziativa della terra in cambio della pace. Che ne sarà di questa iniziativa dopo l’arrivo al governo della destra e dell’estrema destra in Israele?

Fuad Siniora: Questa iniziativa costituisce un approccio avanguardista e civile per mettere fine alla violenza nella regione. Ma tutto dipende da Israele che non avrebbe mai potuto immaginarsi una proposta del genere. Ma fino a ora Israele non ha fatto niente in questa direzione né attraverso le colombe né attraverso i falchi una volta arrivati al potere. È necessario cogliere questa occasione perché l’iniziativa possa rivivere e andare avanti.

euronews: Fino a che punto l’Unifil ha contribuito alla dissuasione nei confronti di Israele e quali sono le relazioni dell’Unifil con Hezbollah?

Fuad Siniora: Le forze dell’Unifil sono le benvenute in Libano e crediamo che giochino un ruolo primordiale nel mantenimento della pace e nella protezione del Libano. In collaborazione con l’esercito libanese l’Unifil assicura la sicurezza nella zona che si trova al sud del fiume Litani. Per quanto ci riguarda seguiamo da vicino tutti gli sviluppi e ci teniamo a rendere omaggio a questa collaborazione seria e costruttiva tra l’esercito libanese e le forze dell’Unifil.