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Francia: 10 milioni di euro come risarcimento alle vittime dei test nucleari

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Francia: 10 milioni di euro come risarcimento alle vittime dei test nucleari

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Risarcire le vittime delle radiazioni nucleari. E’ quanto è pronta a fare la Francia, tredici anni dopo la fine dei test nel Pacifico. Già nell’aprile del 1998 Parigi ha ratificato il trattato (TICE) che vieta le sperimentazioni nucleari.

Ma per 36 anni aveva realizzato 210 test: 17 in Algeria, nel deserto del Sahara, tra il 1960 e il ’66, e 193 nella Polinesia Francese, sino al ’96. Oggi il ministro della difesa Hervé Morin ha confermato lo stanziamento di una prima tranche di risarcimenti, pari a dieci milioni di euro per il 2009. “Ne sono interessati, ha precisato, il personale civile e militare della difesa, i dipendenti del Commissariato per l’energia atomica, e le società presenti in loco, oltre alla popolazione toccata dai test.” Si tratta di 150mila persone, tra civili e militari impegnati nelle sperimentazioni realizzate in Algeria e in Polinesia: sulle isole gli abitanti a contatto colle radiazioni furono circa duemila – oggi molti sono malati di cancro. Il disegno di legge francese prevede di risarcire la totalità delle vittime che si siano ammalate di una delle 18 patologie recensite dall’Onu e legate alla radiazioni nucleari. Per l’Algeria, il ministero della difesa francese ha ammesso quattro incidenti che hanno avuto ripercussioni radioattive. Da tempo la popolazione chiede giustizia. “L’ambiente che ci circonda non è sano, dice un testimone sopravvissuto, molti animali sono morti, la nostra salute si va deteriorando, e in qualche modo devono risarcirci.” In Polinesia Francese le proteste raggiunsero l’acme quando Jacques Chirac riprese i test nucleari, nel 1995, dopo che Mitterand, il precedente presidente, ne aveva decretato la moratoria, tre anni prima.