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Belgrado ricorda le bombe Nato, 10 anni fa

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Belgrado ricorda le bombe Nato, 10 anni fa

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La Serbia si è fermata oggi a mezzogiorno ed è tornata indietro di dieci anni.

Le sirene hanno riportato la memoria dei cittadini di Belgrado al 24 marzo del 99, quando le bombe Nato iniziarono a colpire l’allora Yugoslavia. Le scuole e le istituzioni hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle centiania di vittime. Per la Nato la guerra era l’unico mezzo di evitare una catastrofe umanitaria in Kosovo, ma per Belgrado è stata un’aggressione deliberata contro uno stato sovrano. “L’attacco contro il nostro paese era illegale – ha dichiarto il primo ministro -in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. La Serbia non può dimenticare quei giorni”. Per il Kosovo questa giornata assume un significato diverso. Il premier kosovaro Hashim Thaci ricorda la violenza raggiunta dal conflitto prima dell’intervento della Nato: la cruenta repressione di Belgrado contro la guerriglia dell’Uck, le sofferenze dei civili albanofoni, le vittime e i rifugiati. “Devo dire che sono felice perchè dieci anni fa questo posto era pieno di soldati, poliziotti e paramilitari serbi e di assassini serbi. Oggi abbiamo i simboli dello stato del Kosovo e resterà per sempre così” L’anno scorso il Kosovo, sostenuto dagli Stati Uniti e da parte dell’Unione europea, ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza. Ancora ieri la Serbia ha chiesto ai paesi che non l’hanno ancora fatto, di non riconoscere l’indipendenza del Kosovo e di attendere il verdetto sulla questione della Corte internazionale di giustizia.