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L'Europa finanzia i gasdotti ucraini

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L'Europa finanzia i gasdotti ucraini

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Soldi in cambio di trasparenza. L’Unione europea è pronta a finanziare il rinnovo dei gasdotti ucraini in cambio di una loro gestione piú efficiente e meno opaca. L’accordo è stato firmato a Bruxelles dal primo ministro ucraino Yulia Timoshenko e dal Commissario europeo alle relazioni esterne, Benita Ferrero Waldner. All’intesa partecipano anche la Banca europea per gli investimenti, quella per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca mondiale.

L’Europa ha scelto la praticità: per evitare una nuova crisi del gas ha garantito a Kiev ció di cui ha disperato bisogno: i liquidi. 2,5 miliardi di euro: serviranno per costruire stazioni munite di contatori del gas in transito e per sostituire le tubature usurate. Tutti contenti, tranne la Russia. Il primo ministro Vladimir Putin ha definito assurda una riunione sul gas senza la partecipazione di Mosca e ha minacciato di rivedere le relazioni con l’Unione europea. L’Ucraina è attraversata da 13.500 chilometri di gasdotti, vanta una dozzina di siti di stoccaggio e 70 stazioni di compressione.