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Chiuso il quinto Forum Mondiale dell'Acqua

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Chiuso il quinto Forum Mondiale dell'Acqua

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Un’occasione mancata: il quinto Forum Mondiale dell’Acqua si conclude a Istanbul senza centrare i principali obiettivi. Il ministro dell’ambiente turco ha chiuso i lavori proprio nella Giornata Mondiale dell’Acqua, affermando che la dichiarazione, firmata da un centinaio di paesi, costituisce un punto di riferimento fondamentale a livello governativo.

Eppure c‘è delusione perché il documento finale non definisce l’accesso all’acqua potabile come un “diritto fondamentale”, ma solo come un “bisogno”, senza alcun peso legale. Bocciata anche la proposta di Sarah Ahmad, presidente della Gender and Water Alliance: “ Il ruolo dei governi è proteggere la propria gente, proteggere i piú deboli, i piú vulnerabili, i poveri e chi non riesce a pagarsi i servizi minimi per avere acqua potabile, ad esempio fornendo gratuitamente una quantità minima garantita d´acqua cadauno”. Il forum ha stabilito che è necessario gestire in modo piú razionale la richiesta d’acqua, specialmente in agricoltura, e lottare contro l’inquinamento delle falde acquifere. Oggi un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile mentre due miliardi e mezzo non hanno un sistema di depurazione adeguato. Critiche sulle conclusioni, ma anche sull’agenda del Forum, che troppo spesso ignora le tematichie piú sensibili. Nessuna allusione ad esempio alla Convezione Onu sulle acque transfrontaliere adottata nel ’97 e mai entrata in vigore. L’Onu mette in guardia sull’urgenza del problema: il malgoverno e la mancanza di interesse politico rischiano di trasformare la questione dell’acqua in una crisi globale.