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Arresti e scontri in Cina

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Arresti e scontri in Cina

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Circa duecento tibetani tra monaci e civili hanno attaccato una caserma della polizia nella provincia cinese a maggioranza tibetana del Qinghai. Il bilancio, secondo fonti tibetane, è di cinque arresti, l’agenzia di informazione Nuova Cina parla anche di circa 90 fermi. All’origine dei disordini, la morte di un monaco arrestato perché in possesso di materiale di propaganda anticinese.

Dall’inizio del mese la Cina sorveglia rigidamente il Tibet e le regioni confinanti temendo il ripetersi degli scontri dell’anno scorso in occasione di alcuni anniversari delicati, come la fuga in India del Dalai Lama, il 10 marzo 1959.