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I turisti tornano in Iraq a sei anni dall'inizio della guerra

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I turisti tornano in Iraq a sei anni dall'inizio della guerra

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Sei anni fa gli Stati Uniti di George Bush lanciavano il loro attacco contro l’Iraq di Saddam Hussein. Sono passati 72 mesi e oggi i primi turisti occidentali rimettono piede nel paese, nonostante i pericoli ancora in agguato le violenze sono in calo. Gli amanti dei viaggi a rischio possono regalarsi qualche brivido senza rimetterci necessariamente la pelle.

“Baghdad mi sembra abbastanza sicura ma molti siti turistici sono ancora chiusi alle visite. Se gli iracheni vogliono rilanciare questo settore dovrebbero riaprirli perchè attualmente non c‘è molto da vedere” commenta una signora inglese nella hall dello Sheraton. La visita al mercato permette di incontrare gli iracheni, sopravvissuti ai bombardamenti americani, agli scontri interetnici, agli attacchi terroristici. “Rimpiangiamo il vecchio regime nonostante le sofferenze che ci fece subire, era mille volte meglio del regime attuale per il quale abbiamo versato il nostro sangue. In sei anni tutto o quasi è stato distrutto e non sono neanche riusciti a ricostruire le infrastrutture” commenta amareggiato un abitante della capitale. La statua della libertà eretta al posto della statua di Saddam Hussein tirata giu’ nel marzo del 2003 davanti alle telecamere del mondo intero è un simbolo per molti beffardo. Saddam Hussein era un sanguinario dittatore ma per la maggioranza della popolazione gli americani che lo cacciarono erano e sono rimasti degli invasori.