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Nessun paese dell'UE sulla lista dei paradisi fiscali

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Nessun paese dell'UE sulla lista dei paradisi fiscali

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Sul segreto bancario è tregua fra i partner europei dopo che i paesi minacciati di essere messi all’indice hanno ottenuto di non figurare nel novero dei paradisi fiscali. La lista dovrebbe uscire dal G20 di aprile a Londra e gli stati che rischiavano di finirci erano il Lussemburgo, l’Austria e il Belgio.

A guidare la carica era stata la Germania che ieri si era guadagnata un commento minaccioso da parte del ministro del tesoro lussemburghese Luc Frieden: “Dovremmo tornare a toni che non siano dettati dalla grandezza degli stati ma dalle relazioni di cui abbiamo bisogno per poter risolvere questa crisi finanziaria”. La guerra è invece tuttora totale fra Berlino e Berna. Il ministro tedesco delle finanze Peer Steinbrück ha rivelato di aver ricevuto minacce e un parlamentare svizzero gli ha dato pubblicamente del nazista. Il tutto perché Steinbrück aveva paragonato gli elvetici agli indiani che scappano davanti alla cavalleria dopo che la Confederazione, sotto la pressione, aveva accettato di adeguare le proprie regole fiscali agli standard dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, aprendo una breccia nel proprio proverbiale segreto bancario.