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Topolanek: non serve un piano per i paesi dell'est

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Topolanek: non serve un piano per i paesi dell'est

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Un ulteriore piano d’aiuti per l’Europa dell’est non è necessario. Lo ha detto, poco prima dell’inizio del vertice europeo sulla crisi a Bruxelles, Mirek Topolanek, premier della Repubblica Ceca, il paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione. Secondo Topolanek un tale piano creerebbe un panico ingiustificato sui mercati e rischierebbe di dividere di nuovo l’Europa in blocchi, nel momento in cui l’Ungheria, la Lettonia e la Romania sono i paesi dell’Unione più toccati da problemi di liquidità e di cambio.

A Bruxelles i 27 preparano la loro posizione comune in vista del G20 di Londra del 2 aprile. L’obiettivo è resistere alla richiesta statunitense di sbloccare ulteriori fondi contro la crisi. Gli europei hanno già stanziato una cifra pari a circa l’1% del loro prodotto interno lordo cumulato destinato a misure nazionali, oltre ad aver assicurato l’inevitabile aumento delle spese sociali indotte dalla crisi. L’obiettivo dell’Unione a Londra è invece soprattutto quello di arrivare a una riforma del sistema finanziario internazionale. Per questo gli europei sarebbero pronti anche ad aumentare il loro contributo al Fondo Monetario Internazionale, perché l’FMI possa rispondere alla domanda accresciuta di prestiti da parte dei paesi in difficoltà.