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Est-Europa, la crisi avanza. Occhi puntati su Bruxelles

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Est-Europa, la crisi avanza. Occhi puntati su Bruxelles

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La difficile situazione dell’Est è un capitolo rilevante del summit dei 27. La fabbrica DAM, chiusa da dicembre, è l’emblema angoscioso dell’Ungheria di questi mesi. L’acciaieria ha lascito senza lavoro poco meno di 900 operai: in pratica tutto il suo staff, che ora cerca un difficile ricollocamento sul mercato.

L’Unione Europea ha bocciato un piano unitario sull’Est: la strategia è intervenire piuttosto caso per caso. Già stanziati, a dicembre, 25 miliardi di euro in prestiti d’urgenza. E ora potrebbero essere aggiunti altri 10 milardi. Una cifra equivalente è già stata prelevata in favore della stessa Ungheria e della Lettonia. L’eventuale integrazione del fondo sarebbe un segnale politico positivo per i paesi orientali, in cerca di aiuto. In prima fila tra le richieste c‘è la Lituania. E anche la Romania sta negoziando con l’Unione e col Fondo Monetario Internazionale un prestito da 20 miliardi di euro.