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GB, malasanità a Stafford, il ministro Johnson porge le scuse

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GB, malasanità a Stafford, il ministro Johnson porge le scuse

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Più che un luogo di cura una fabbrica di morte. Quello dell’ospedale di Stafford, Inghilterra, è uno dei casi più eclatanti di mala sanità che il Regno Unito abbia conosciuto.

Fra 2005 e 2008 oltre 400 decessi in più rispetto a quelli mediamente attesi per una struttura di quel tipo. Ian Kennedy ha guidato la commissione d’inchiesta avviata lo scorso maggio: “Scioccante” dice “una situazione raccapricciante, un sistema nel caos, le cose non funzionavano a tutti i livelli, dal momento in cui si entrava nell’ospedale fino ai vari reparti”. L’inchiesta deve ancora stabilire quante delle morti sospette siano direttamente imputabili al disservizio dell’ospedale. Le testimonianze dei familiari di chi è stato ricoverato qui sono comunque rivelatrici: “Non avevamo nessuna informazione sui pazienti, nessuno li portava alla toilette, li si vedeva arrangiarsi per aprire i contenitori di plastica del cibo con le unghie, mangiare con le mani sporche di escrementi”. Il caso ha richiesto le scuse ufficiali del titolare della Servizio Sanitario Nazionale, il ministro Alan Johnson: “La gestione manageriale era allucinante, non c‘è giustificazione, non c’era ragione per ridurre il personale. Sembra che cercassero di realizzare un risparmio di 12 milioni di sterline”. Tagli così drastici che, nel reparto di pronto soccorso, la prima visita veniva effettuata dagli impiegati della sala d’attesa.