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La Chiesa cattolica in Africa: un successo (da consolidare)

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La Chiesa cattolica in Africa: un successo (da consolidare)

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L’Africa, ovvero il futuro della Chiesa cattolica.

Numero di fedeli in costante crescita, comunità dinamiche e vocazioni in aumento – sono alcuni degli elementi che fanno del continente africano una terra di speranza per Benedetto XVI. Qui paesi come l’Angola o il Camerun possono vantare una gerarchia cattolica locale ben strutturata; altri si appoggiano ancora ai padri missionari, che hanno permesso alla Chiesa africana di fare passi da gigante: dai due milioni di cattolici nel 1900 si è passati ai 140 milioni nel 2000. Una tendenza che non accenna a diminuire, superata per intensità solo dall’Oceania. La concorrenza pero’ esiste, soprattutto da parte dell’Islam e del’Evangelicalismo. Migliaia di chiese pentecostali sono state costruite un po’ su tutto il continente. Ad attirare i fedeli la teatralità del rituale e la promessa di sollievo immediato dalle sofferenze garantita dagli evangelici. La testimonianza di una neo convertita. “Da piccola mi hanno battezzata cattolica, ma quando ho visto la luce ho deciso di passare alla Chiesa evangelica che mi ha permesso di vedere cose che con la religione cattolica non avevo mai visto.” Il principale concorrente del cattolicesimo in Africa è pero’ l’Islam. Oggi un africano su tre è mussulmano. Per la Chiesa è giocoforza gestire il dialogo interreligioso, in un contesto difficile, gravato da problemi economici, sociali, politici – basti pensare che il Camerun è, secondo dati dell’Onu, il paese piu’ corrotto al mondo. La visita del Pontefice ha accentuato certi aspetti paradossali: a Yaoundè alcune strade sono state rifatte in onore del passaggio del Papa, ma qualcuno tra la popolazione è sconcertato. “Il bilancio del Camerun, dice un commerciante, andrà alle stelle. Dopo che Giovanni Paolo II è stato qui l’ultima volta abbiamo avuto una crisi economica. Le casse dello Stato si svuoteranno di nuovo. Le persone che accoglieranno il Papa sono i ladri di questa repubblica.” Ma non è l’unico paradosso oggi che il Vaticano intende sfruttare questo viaggio per denunciare i mali dell’Africa: la corruzione, le diseguaglianze sociali, il cattivo governo, lo scarto tra i cittadini e la classe dirigente.