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Fritzl in aula per il secondo giorno di processo

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Fritzl in aula per il secondo giorno di processo

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Il mondo intero aspetta Josef Fritzl di nuovo in aula, oggi. Di nuovo a porte chiuse va in scena il secondo giorno del processo del secolo in Austria. Con il volto coperto da una cartellina blu, il padre-mostro ha fatto ieri il suo ingresso in tribunale, dove si è iniziata a visionare la testimonianza video della figlia Elizabeth, 43 anni, sequestrata e violentata per 24 nella cella sotterranea della casa dei Fritzl ad Amstetten. Un bunker di undici metri quadrati, privo di luce del sole, dove l’uomo ha ripetutamente abusato di lei. Dall’incesto sono nati sette figli. Uno di loro è morto poco dopo la nascita.

Sul processo in corso a St. Pölten, sessanta chilometri a ovest di Vienna, sono puntati i riflettori del mondo. Oltre trecento i giornalisti presenti, che vorrebbero vedere oltre il muro costruito dall’uomo. Un muro rappresentato dalla cartellina blu, dietro la quale si è nascosto Fritzl. Un gesto secondo gli psicologi simbolico della sua volontà di mettere una barriera con il mondo esterno. La sentenza è attesa entro venerdì. Fritzl si è dichiarato colpevole di alcuni capi di accusa: stupro, incesto, segregazione, ma respinge quella più grave: omicidio colposo e riduzione in schiavitù.