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Bagarre svizzero-tedesca sul segreto bancario

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Bagarre svizzero-tedesca sul segreto bancario

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Fatti, non solo parole. La richiesta della Germania di azioni concrete nella lotta ai paradisi fiscali fa scoppiare un mini caso diplomatico con la Svizzera.

La Federazione Elvetica, sotto la pressione congiunta di Stati Uniti, G20 e Ocse, ha annunciato un allentamento del segreto bancario, per non finire sulla lista nera delle oasi rifugio degli evasori. Per il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrück è già un bene che si sappia che c‘è una lista nera. “Se questo li rende nervosi” ha detto “significa che qualcosa si muove”. Una maniera di mettere in dubbio le buone intenzioni elvetiche piaciuta poco a Berna che ha convocato l’ambasciatore tedesco. Il Presidente della Confederazione e responsabile delle Finanze Hans-Rudolf Merz: “Per tutti i contribuenti che hanno residenza in svizzera la protezione è invariata e nessuno potrà ficcare il naso nei nostri conti. Tuttavia il segreto bancario non può constituire una protezione per le frodi fiscali”. E continua il braccio di ferro fra Stati Uniti e banca Ubs che ha già dovuto rivelare a Washington i nomi di 300 presunti evasori. Le autorità svizzere hanno assunto un ufficio legale per evitare che il processo abbia ricadute sull’intero sistema elvetico.