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Accordo con la destra radicale, incognita sul futuro palestinese

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Accordo con la destra radicale, incognita sul futuro palestinese

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I negoziati tra le fazioni palestinesi sono bloccati e ora si aggiungono anche i timori per il futuro governo israeliano. Giunto a Bruxelles con l’omologo egiziano per fare il punto su Gaza con i leader europei, il ministro degli Esteri palestinese Riyad al Malki punta il dito non solo contro Hamas – che accusa di bloccare le trattative, ma anche contro la svolta a destra del governo israeliano. “Per quello che abbiamo sentito – ha detto – e per quello che riteniamo succederà, è molto chiaro: sarà un governo israeliano di estrema destra, un governo contro la pace. I nostri piani per rinnovare i negoziati tra israeliani e palestinesi andranno in fumo. La comunità internazionale deve assumersi le proprie responsabilità”.

Il premier designato Benjamin Netanyahu ha stretto un accordo di coalizione con il leader della destra radicale, Avigdor Lieberman. Primo passo verso la formazione del nuovo governo di Israele. In base all’accordo, il partito di Lieberman, Israel Beitenu, terzo maggior partito di Israele dopo il voto del 10 febbraio, dovrebbe ottenere cinque ministeri. Liberman dovrebbe ottenere gli Esteri. L’Unione europea ha chiesto a Netanyahu che il futuro governo si ponga come obiettivo di lungo periodo la creazione di uno stato palestinese.