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Sharif sfida il presidente ed evade dagli arresti domiciliari. In Pakistan la crisi sempre più grave

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Sharif sfida il presidente ed evade dagli arresti domiciliari. In Pakistan la crisi sempre più grave

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Si acuisce la crisi politica in Pakistan. Dopo la stretta repressiva decisa dal presidente Ali Sardari, che aveva arrestato un migliaio di oppositori e costretto agli arresti domiciliari il loro leader, il braccio di ferro si fa sempre più duro.

Nawaz Sharif, ex primo ministro e ora principale oppositore del suo antico alleato, ha però deciso di non rispettare l’obbligo della detenzione domestica, ed è uscito in auto, protetto da almeno tremila sostenitori. La frattura tra i due leader pakistani, un tempo uniti nella lotta contro il generale Musharraf, si è via via approfondita con la ripresa delle proteste degli avvocati, che chiedono al capo dello stato di rispettare la promessa di reintegrare nelle loro funzioni i giudici della Corte suprema defenestrati nel 2007. Sharif ha confermato l’intenzione di partecipare alla Lunga marcia che, nonostante gli ostacoli posti dal governo, dovrebbe portare domani decine di migliaia di persone nella capitale Islamabad.