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Tibet blindato nel primo anniversario della rivolta. Pechino al mondo: "Non vi immischiate"

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Tibet blindato nel primo anniversario della rivolta. Pechino al mondo: "Non vi immischiate"

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E’ trascorso in una calma gonfia di tensione a Lhasa, nel Tibet, il primo anniversario della rivolta anticinese. Una ricorrenza che cade pochi giorni dopo il cinquantennale della fuga in India del Dalai Lama, e che ha tenuto le autorità di Pechino con il fiato sospeso per il rischio di disordini.

Sebbene la massiccia presenza di forze dell’ordine abbia evitato il crearsi di situazioni critiche, nella provincia cinese non si può dire che regni la calma. Giusto un anno fa, il 14 marzo del 2008, una sollevazione dei tibetani più radicalmente separatisti ha causato almeno 19 vittime, secondo le fonti ufficiali. Ben diverse le cifre degli incidenti fornite dalle associazioni della diaspora tibetana, che hanno parlato di 203 persone uccise dalla macchina repressiva cinese. Gli scontri del 2008 valsero al Dalai Lama l’accusa lanciatagli da Pechino di voler sabotare le Olimpiadi. In seguito, gli inviti al dialogo dell’esponente buddista vennero lasciati cadere dalla Cina. Pechino ha nuovamente ribadito ai paesi occidentali il monito a “non immischiarsi” nelle vicende interne.