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La politica aggressiva della Banca d'Inghilterra

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La politica aggressiva della Banca d'Inghilterra

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Abbassare i tassi non basta: la Banca d’Inghilterra percorre nuove strade nel tentativo di salvare l’economia britannica. Dopo aver portato il costo del denaro allo 0,5%, l’istituto centrale ha deciso l’acquisto di titoli di stato per 161 miliardi di euro. Per finanziare l’operazione la Banca centrale immetterà nel sistema nuova moneta.

Un approccio aggressivo voluto dal governatore Mervyn King nel tentativo di far ripartire un’economia bloccata dalla penuria di credito. Agire solo sulla leva dei tassi si è rivelata una strategia insufficiente. In 7 mesi il costo della sterlina è passato dal 5% allo 0,5%. Non è bastato: il Paese che ha fatto della finanza la sua industria piú florida è in crisi nera. I problemi riguardano innanzitutto le banche che hanno chiuso i cordoni del credito e sono state costrette a ricorrere all’aiuto dello Stato per non fallire. Ma si ripercuotono su tutti i settori: a soffrire è in particolare quello immobiliare. Le vendite di case nel Regno Unito sono scese al livello piú basso dal 1978. Ma è un altro il dato che allarma: la costruzione di nuove abitazioni è praticamente ferma. Dal 1921 non si costruivano cosí poche case in Gran Bretagna. E se i soldi non girano, l’economia si ferma.