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Francia-Nato, un rapporto controverso


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Francia-Nato, un rapporto controverso

Era il marzo del 1966 quando la Francia si ritirò dal comando integrato dell’Alleanza Atlantica. Il presidente De Gaulle aveva sbattuto la porta in nome della sovranità nazionale.

Presa nel bel mezzo della guerra fredda, la decisione rappresentava il culmine di anni di rivalità franco-americana sul controllo della Nato. Ma dopo 40 anni il mondo è molto cambiato e per Parigi è tornato il momento di rientrare nel luogo dove si prendono le decisioni atlantiche.

In realtà, la Francia ha continuato a giocare un ruolo importante nella Nato: generali d’Oltralpe hanno comandato missioni in Kosovo, Bosnia e Afghanistan.

Parigi è il quarto più grande finanziatore dell’Alleanza. Secondo il presidente Sarkozy, tornare nel comando integrato significa semplicemente porre fine a una situazione d’ipocrisia.

Dopo la fine della Guerra fredda, numerosi leader francesi hanno preso iniziative di riavvicinamento alla Nato: a cominciare da François Mitterrand, fino al tentativo, andato a vuoto, di Jacques Chirac nel 1997.

I critici, sia nell’opposizione che nel partito di maggioranza Ump, temono che Parigi perda un po’ della sua indipendenza e e della sua capacità di agire come contrappeso agli Stati Uniti. Vedono il ritorno nella Nato come una prova della volontà di Sarkozy di avvicinarsi all’America allontanandosi dall’Europa: volontà paventata fin dalla sua prima visita in terra americana nel duemilasette.

“Credo che sia un’illusione – dice l’analista francese Didier Billion – pensare che possiamo influenzare le azioni della Nato, anche se rientriamo nel comando integrato. Solo gli ingenui considerano la Nato come un’organizzazione in cui si tengono delle vere discussioni. Non ci sono discussioni, sono gli americani a decidere”.

Chi non vede di buon occhio il rinnovato entusiasmo francese per la Nato pensa che questo sia d’ostacolo all’auspicata forza di Difesa europea. La Francia non può, secondo quest’ottica, giocare un ruolo trainante in entrambe le compagini militari.

Sarkozy respinge la critica, affermando che proprio la reintegrazione francese nell’Alleanza Atlantica potrà rilanciare il progetto di Difesa europea comune.

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