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Belfast: mondo politico e comuni cittadini ribadiscono il no alla violenza

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Belfast: mondo politico e comuni cittadini ribadiscono il no alla violenza

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In strada per difendere il processo di pace: a migliaia oggi in Irlanda del Nord, a Belfast ma anche nel resto della regione, hanno manifestato, in silenzio, per denunciare i recenti omicidi: due militari e un agente di polizia, uccisi da estremisti nazionalisti.

Oltre alla società civile anche il mondo politico, di ogni schieramento, ha mostrato fronte comune contro un eventuale ritorno alla violenza intercomunitaria. A Londra il premier britannico Gordon Brown ha apprezzato: “Stiamo assistendo a un livello di unità tra i partiti politici nordirlandesi che sino a poco tempo fa molti avrebbero ritenuto impensabile.” Nel frattempo gli inquirenti proseguono il lavoro per trovare i responsabili degli omicidi: un uomo di 37 anni e un ragazzo di 17 sono sempre sotto interrogatorio per l’uccisione dell’agente freddato lunedi’ sera a Craigavon, vicino a Belfast, omicidio rivendicato dall’Ira per la Continuità, mentre la Vera Ira si è detta responsabile dell’attacco di sabato scorso contro la base militare britannica di Messereene.