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Irlanda del Nord: la polizia sempre nel mirino degli estremisti

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Irlanda del Nord: la polizia sempre nel mirino degli estremisti

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Dal 2007 l’Irlanda del Nord puo’ contare su un governo locale in cui figurano rappresentanti dei principali partiti nazionalisti e unionisti. La polizia, a lungo osteggiata dal Sinn Féin che ne vedeva l’incarnazione della repressione britannica, è stata formalmente accettata. Ma la violenza non si è mai completamente placata. Cinque agenti feriti negli scorsi mesi, mentre a gennaio, nel sudest della provincia, è stata scoperta un’autobomba carica di oltre un quintale di esplosivo.

“Confermiamo, dice Hugh Orde, responsabile della polizia, che da nove mesi sono in aumento le minacce nei confronti dei nostri uomini e dell’esercito. Malgrado i recenti eventi siamo decisi a mantenere lo stesso livello di controllo di fronte alla minaccia incombente, che oggi è maggiore rispetto al passato.” Il riconoscimento delle forze dell’ordine e lo smantellamento degli arsenali dell’Ira, nel 2005, sono state le condizioni imposte per rilanciare le istituzioni nordirlandesi bloccate da anni. Ma la Vera Ira e l’Ira per la Continuità, frange repubblicane tra le piu’ oltranziste, ribadiscono il loro no al processo di pace. I loro armamenti, seppur minimi, rappresentano comunque una reale minaccia. “La Vera Ira puo’ probabilmente contare su qualche decina di aderenti, forse un centinaio, dice il Professor Rick Wilford dell’Università di Belfast. Il reclutamento è stato pero’ molto limitato, le armi disponibili sono relativamente scarse e di relativa qualità.” In realtà il margine di manovra degli irriducibili è esiguo: i partiti estremisti hanno registrato risultati minimi alle elezioni, prova che il sostegno popolare non è piu’ dalla loro. Anche i piu’ oltranzisti di ieri pronunciano oggi parole di fermezza. “E’ un tentativo di sovvertire il processo di pace, dice Gerry Adams, leader storico del Sinn Féin, di coinvolgere di nuovo tutti nel conflitto, di riportare per le strade i soldati inviati da Londra, di sostituirsi ai politici: non permetteremo che questo accada.” In ogni caso l’invio di truppe britanniche è stato escluso, andrebbe contro l’attuale tendenza: dei 27mila uomini presenti all’epoca dei “Troubles” nella provincia oggi ne restano cinquemila, e da tempo non pattugliano piu’ le strade di Belfast.