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Segreto bancario, no alla rimozione di Svizzera, Lussemburgo e Austria

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Segreto bancario, no alla rimozione di Svizzera, Lussemburgo e Austria

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Austria, Svizzera e Lussemburgo non intendono abolire il segreto bancario, ma si dicono pronti a verificare caso per caso la necessità di collaborare con le inchieste giudiziari.

Sul tema i tre paesi cercano una strategia comune, anche in vista delle riunioni preparatorie del g20 di aprile, che potrebbe stilare una lista nera dei paradisi fiscali. “Il segreto bancario ha a che fare con la protezione della sfera privata dei cittadini onesti”, dice il ministro lussemburghese dell’Economia. “Per questo dobbiamo discuterne anche nel quadro della protezione dei dati personali”. Vienna, Lussemburgo e Berna non si ritengono paradisi fiscali e respingono l’accusa di favorire grazie al segreto bancario il riciclaggio di capitali sporchi. La strada che i tre ministri indicano per attenuare le pressioni degli Usa e dell’Europa, è quella di accordi bilaterali, come hanno fatto il Liechtenstein e il governo statunitense, in base ai quali regolare l’accesso caso per caso. “Abbiamo riconosciuto nella nostra intesa”, dice il premier incaricato del Liechtestein, “le domande legittime degli Usa. Questo equilibrio di interessi è regolato in questo qccordo ed è per questo che lo reputo un buon compromesso” Sulla trasparenza dei mercati e la vigilanza però l’Europa non intende mollare la presa. Una posizione che rende più difficile raggiungere un compromesso.