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Irlanda del Nord, reazione unitaria: "La violenza non fermerà la pace"

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Irlanda del Nord, reazione unitaria: "La violenza non fermerà la pace"

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La polizia, in Irlanda del Nord, punta a identificare il commando che attaccando la base dell’esercito britannico di Antrim ha ucciso due militari.

L’attentato è stato rivendicato dall’ala radicale dell’Ira e arriva dopo numerose altre provocazioni da parte della formazione estremista che non riconosce gli accordi di pace del 1998. Proprio tali accordi, che misero fine a oltre 30 anni di scontri tra repubblicani cattlici e protestanti unionisti, sarebbero il vero obiettivo dell’attentato, come dice Martin McGuinness, attuale vicepremier nordirlandese. “Gli autori di questa azione chiaramente si oppongono al processo di pace”, ha detto McGuinness, che è stato comandante militare dell’Ira. “E’ stata una azione sbagliata e controproducente. A me sembra che a costoro la sola cosa che interessi sia vedere di nuovo i soldati britannici per le strade”. I segnali dell’esistenza di una strategia d’altra parte non mancano: numerosi i tentativi di assassinio di funzionari di polizia negli ultimi mesi, e a gennaio scorso il ritrovamento di un’auto bomba. Tutte iniziative attribuibili ai dissidenti dell’Ira. Gli stessi che nel 1998 fecero esplodere un ordigno a Omagh, causando la morte di 29 persone. Di fronte al ritorno della violenza in Irlanda del Nord, Londra da mesi aveva delegato ai militari compiti di intelligence contro i gruppi repubblicani estremisti.