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Dopo attentato, si teme risposta dei gruppi lealisti

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Dopo attentato, si teme risposta dei gruppi lealisti

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In Irlanda del Nord, ora, si temono pericolosi colpi di coda. Dopo l’attentato mortale di sabato sera, Gordon Brown è arrivato nella provincia per incontrare i leader politici e la comunità locale. Il premier britannico si è intrattenuto con il primo ministro nordirlandese Peter Robinson e con il suo vice, Martin McGuinnes.

Ma, nonostante la condanna unanime dei politici, e le ultime rassicurazioni di Brown, il grave episodio solleva un’incognita su una possibile rappresaglia dei gruppi lealisti. Brown ha comunque sottolineato: “Ciò che ho visto stamane è l’unità delle persone e dei partiti in Irlanda del Nord. Restano uniti per per la pace e il processo politico, che hanno costruito nel corso di parecchi anni. Continueranno a lavorare insieme. Il loro messaggio, così come il mio, è che il processo politico non sarà mai messo in pericolo”. Sempre da Belfast, il leader dello Sinn Féin, Gerry Adams, ha condannato l’attacco, rivendicato tramite la stampa dublinese dalla “Real Ira”, “Vera Ira”, frangia dissidente dell’Esercito Repubblicano Irlandese. Al suo fianco c’era Martin McGuinness, ex uomo dell’Ira. “Chi ha compiuto questo gesto – ha detto Adams – non ha alcun sostegno nella famiglia e nell’elettorato repubblicano. Lo Sinn Féin si assicurerà che non ci sia ambiguità nel considerare questo atto senza alcun valore e nel sostenere che non avrebbe mai dovuto essere compiuto”. La comunità locale ha reso omaggio ai due soldati uccisi a pochi passi dalla caserma di Massereene, nella contea di Antrim. Attentato che conferma l’allarme dei giorni scorsi di polizia e servizi segreti britannici circa l’accresciuta minaccia dei gruppi dissidenti. La “Real Ira”, ad esempio, conterebbe su alcune centinaia di membri attivi. Pochi, ma disposti a tutto per fare saltare una volta per tutte l’accodo di pace.