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Politici condannano, "Real Ira" rivendica attentato

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Politici condannano, "Real Ira" rivendica attentato

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Nessuna minaccia al processo di pace, i soldati britannici non torneranno a presidiare l’Irlanda del Nord. Polizia e mondo politico cercano di calmare le acque dopo l’agguato mortale a una caserma dell’esercito britannico, rivendicato dalla “Real Ira”. Si tratta dell’episodio più grave dall’attentato di Omagh, nel 1998, avvenuto pochi mesi dopo la firma dello storico accordo del Venerdì Santo.

“Nessun assassino potrà fare deragliare un processo di pace ampiamente sostenuto dalla popolazione – ha detto il premier britannico Gordon Brown, a capo del coro di condanne – inclusa quella dello Sinn Féin – levatesi per l’episodio, che ha fatto gridare ad alcuni quotidiani il ritorno al terrorismo. Un gruppo di uomini ha teso un’imboscata e sparato ai soldati a Massareene, nord ovest di Belfast, nella contea di Antrim. Morti due giovani militari, ferite quattro persone, tra cui due civili. La “Real Ira”, “Vera Ira”, frangia dissidente dell’Esercito Repubblicano Irlandese, ha rivendicato l’attentato attraverso un quotidiano di Dublino. Peter Robinson, primo ministro nordirlandese ha parlato di determinazione nel non permettere che l’Irlanda del Nord ripiombi negli anni bui del passato. Ma l’evento getta ombre sulla fragile pace raggiunta con il Good Friday Agreement e, ancora una volta, sulla tenuta del governo locale di Stormont. Solo pochi giorni fa il capo della polizia nordirlandese Hugh Orde aveva messo in guardia sul pericolo dei gruppi dissidenti, fomentando speculazioni circa un ritorno di forze speciali britanniche. Retaggio dei Troubles, che tanti graffiti riportano ancora alla mente.