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Il presidente sudanese, da giorni ricercato dalla Cpi, rilancia cacciando le Ong dal paese

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Il presidente sudanese, da giorni ricercato dalla Cpi, rilancia cacciando le Ong dal paese

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Il presidente sudanese Omar el-Beshir, da quattro giorni destinatario di un mandato di arresto della Corte penale internazionale, ha scelto il costume da capo tribale e una delle principali città del Darfur per rilanciare.

Festeggiato da una grande folla, el-Beshir ha difeso l’espulsione per rappresaglia di 13 Ong dal paese, e ha aggiunto che il Sudan è pronto a reagire. “Se qualcuno ci vuole combattere non si nasconda dietro le risoluzioni degli organismi internazionali, ma abbia il coraggio di venire sul nostro suolo e battersi”, ha detto. Le accuse di crimini di guerra che pendono sulla testa del presidente Bashir si devono proprio alla drammatica situazione umanitaria della provincia del Darfur, dove le milizie filogovernative degli Janjaweed hanno causato molte decine di migliaia di morti e quasi tre milioni di profughi. Questi ultimi sono i più esposti ai problemi. Secondo un funzionario delle Nazioni Unite a causa dell’espulsione delle Ong alemno un milione di persone resterà senza acqua, cibo e assistenza medica.