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Opel minaccia di tagliare un quinto dei posti di lavoro

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Opel minaccia di tagliare un quinto dei posti di lavoro

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Undicimila posti di lavoro in bilico e tre stabilimenti a rischio chiusura. La Opel minaccia di licenziare un quinto dei suoi 55.000 lavoratori europei, mentre il governo di Berlino esclude per ora un intervento a favore di General Motors. La casa automobilistica tedesca, soffocata dalla crisi che ha colpito la casa madre statunitense, potrebbe chiudere le fabbriche di Bochum, Germania occidentale, Eisenach, Germania orientale e Anversa, nel nord del Belgio. Lo scopo: economizzare un miliardo e duecento milioni di dollari.

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha fatto il punto sulla situazione, alla luce del piano di ristrutturazione presentato lunedì: “Aiuteremo Opel – ha detto – se il vantaggio per la collettività sarà superiore al danno. Per il momento, non è così. Il piano di salvataggio deve essere migliorato”. Intanto a battersi per salvare Opel non è solo chi rischia il posto, ma anche i fan di Opel, come testimonia uno di loro, a Essen: “Opel è un’auto che è stata fabbricata qui nella Ruhr a iniziare dal dopoguerra – dice Volker Dietrichs. I nostri genitori sono cresciuti con Opel. Noi siamo cresciuti con Opel. Per noi è l’auto da avere, l’automobile”. Tutti i venerdì, i membri del Club Automobilistico si ritrovano per godersi il rombo del motore della loro macchina preferita. E promettono di battersi affinché Opel sopravviva.