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Mosca minaccia di chiudere il gas, Kiev paga gli arretrati. Bruxelles di dichiara preoccupata

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Mosca minaccia di chiudere il gas, Kiev paga gli arretrati. Bruxelles di dichiara preoccupata

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Potrebbe essere stato solo rinviato, lo scontro tra Russia e Ucraina sulle forniture di gas. Nonostante Kiev abbia pagato le spettanze di febbraio, la situazione resta lontana dall’ordinario, al punto che il presidente della Commissione europea Barroso evoca conseguenze per i due paesi nel caso si ripetesse la crisi di gennaio, quando i gasdotti verso l’Europa rimasero chiusi per due settimane.

A tenere alta la tensione ci aveva pensato il capo del governo russo Putin, che aveva esplicitamente minacciato di chiudere i rubinetti del gas verso l’Europa occidentale, nel caso le frizioni giudiziarie attorno all’impresa energetica ucraina avessero impedito i pagamenti da parte di Kiev. Ai tradizionalmente difficili rapporti tra Russia e Ucraina si assommano le tensioni tra il presidente ucraino Yushenko e il suo primo ministro Tymoshenko. E proprio a queste tensioni molti analisti ricollegano l’operazione dei servizi segreti che ha paralizzato la compagnia energetica nazionale. Dal canto suo Valery Khoroskhovski, vice comandante dei servizi di sicurezza, nega di stare giocando una partita politica, ma ribadisce i sospetti sul contenuto di diversi contratti. Con tale motivazione, gli agenti dei servizi segreti anche ieri hanno compiuto altre perquisizioni nelle sedi di diverse società, non riuscendo però a sequestrare della documentazione contabile, per l’intervento di alcuni parlamentari fedeli al premier Tymoshenko.