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Germania e Polonia fanno pace sul memorial ai tedeschi espulsi

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Germania e Polonia fanno pace sul memorial ai tedeschi espulsi

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La memoria dei 14 milioni di tedeschi espulsi da Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia dopo la disfatta del nazismo non disturberà più le relazioni fra Varsavia e Berlino. Il governo tedesco ha infatti rinunciato a nominare alla guida di un museo dedicato a questo pezzo di storia della Germania Erika Steinbach, presidente dell’Associazione dei tedeschi espulsi. Steinbach non è gradita ai polacchi, che l’accusano di revisionismo storico.

La polemica aveva assunto dimensioni tali da finire nell’agenda della visita a Berlino del premier polacco Donald Tusk, la settimana scorsa. La decisione del governo tedesco è stata saluta da quello polacco come un passo fondamentale per migliorare le relazioni bilaterali. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale le frontiere orientali della Germania sconfitta vennero modificate a vantaggio dei paesi confinanti. Milioni di tedeschi furono espulsi e dovettero spostarsi più a ovest. Erika Steinbach e la sua associazione non hanno mai voluto riconoscere e accettare il moderno confine tedesco-polacco lungo l’Oder-Neiss.