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Una vendetta, secondo l'esercito, l'assassinio del presidente in Guinea Bissau

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Una vendetta, secondo l'esercito, l'assassinio del presidente in Guinea Bissau

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Il presidente della Guinea Bissau sarebbe stato ucciso per vendetta da un gruppo militari.

Ad escludere la tesi del colpo di stato è l’esercito, che promette di rispettare la costituzione e le istituzioni nel paese, dove sono stati decretati 7 giorni di lutto nazionale. L’interim dovrebbe essere affidato al presidente del Senato. Il presidente Joao Bernando Vieira è stato ucciso nelle prime ore del mattino davanti alla sua casa da alcuni militari. Avrebbero voluto vendicare così la morte del capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Tagmé Na Waié, ucciso in un attentato ieri sera. La Guinea Bissau, ex colonia portoghese povera e instabile, è regolarmente teatro di colpi di stato e di conflitti. Il governo intende ora aprire un’inchiesta sull’accaduto. “Abbiamo formato una commissione per controllare la situazione e permettere un ritorno alla normalità – ha assicurato il portavoce dell’esercito – La situazione ora è sotto controllo”. Già a novembre alcuni soldati dissidenti avevano attaccato la residenza del capo dello stato. A gennaio c’erano stati nuovi scontri tra guardia presidenziale e esercito. L’instabilità politica è aggravata dal fatto che il paese è una tappa fondamentale del traffico di cocaina proveniente dall’America Latina e diretta in Europa.