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Ue: il rischio di una nuova cortina di ferro

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Ue: il rischio di una nuova cortina di ferro

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A Praga per ricordare i cinque anni dell’allargamento comunitario, i dirigenti europei l fanno i conti con una nuova cortina di ferro.

A divedere est e ovest, oggi, la crisi finanziaria che ha colpito indiscriminatamente tutti. Ma che a est risulta ancora più dura. Nel vertice straordinario, convocato domenica dalla presidenza ceca, i 27 hanno respinto il piano d’aiuti da 190 miliardi euro per aiutare le economie dei nuovi stati membri, sollecitato dall’Ungheria. Si vedrà invece di ridurre i tempi d’attesa per i paesi membri che vogliono aderire alla zona euro. Fermo restando che i criteri di Maastricht non si toccano. Su questo punto Andrius Kubilius, primo ministro lituano: “Nel corso delle discussioni, i grandi paesi europei hanno evocato la possibilità di discutere questo punto in maniera privata, senza menzionare in particolare nessun paese”. Accelerare l’integrazione dei nuovi stati membrinella zona euro, secondo alcuni economisti, potrebbe indebolire la zona intera.