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Il vertice europeo respinge i protezionismi

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Il vertice europeo respinge i protezionismi

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No a un piano speciale per l’Europa dell’Est. Ma aiuti concreti caso per caso ai paesi in difficoltà. No ad ogni forma di protezionismo, ma difendere il mercato comune ad ogni costo. Queste le linee prevalse al vertice europeo straordinario che si è tenuto a Bruxelles per far fronte all’emergenza economica e finanziaria. Archiviata la disputa sul pacchetto di Sarkozy per l’industria automobilistica transalpina se non sposta altrove la produzione.

Il presidente della commissione Jose Manuel Barroso spiega che è stato deciso che sarà possibile sostenere l’industria automobilistica senza infrangere le regole del mercato unico e senza adottare misure nazionali a danno di altri paesi. Alle pressioni di alcuni paesi per ottenere una corsia preferenziale di ingresso a Eurolandia, in modo da arginare la crisi, il premier ceco Mirek Topolanek ha risposto cosi: “La maggior parte dei paesi si è messa d’accordo sul fatto che, per quanto riguarda i criteri di ingresso nell’euro, in questo momento sarebbe sbagliato cambiare le regole del gioco” I paesi dellal cosiddetta nuova europa hanno cercato di presentare richieste comuni incontrandosi prima del vertice, ma ne sono usciti divisi. All’Ungheria che chiedeva un piano di 190 miliardi di euro per 12 paesi sono stati i primi a rispondere no, per non dare l’impressione che tutti i paesi dell’est si trovino nella stessa situazione. Ma gli analisti concordano sul pericolo di naufragio delle economie dell’est, un naufragio che trascinerebbe con sè specialmente le banche occidentali che hanno fortemente investito oltre cortina.