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Beirut, tra speranza e timori le reazioni all'avvio del processo per l'omicidio Hariri

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Beirut, tra speranza e timori le reazioni all'avvio del processo per l'omicidio Hariri

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Una occasione per fare giustizia e aiutare la democrazia libanese a rafforzarsi. Così a Beirut in molti vedono l’avvio del processo per l’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri.

Un processo difficile, che segnerà uno spartiacque nella storia politica del paese, come dice al mausoleo in onore di Hariri una residente della capitale. “Non si potrà più vivere in Libano, se la corte dovesse fallire nel colpire i responsabili di quella strage”. Pochi si lamentano che la giurisdizione su un crimine tanto efferato sia stata tolta alle autorità libanesi. Molti, come Walid Abul Hassan, ammettono di aver atteso questo giorno. “Spero solo che la Corte internazionale non impieghi troppo tempo per fare giustizia e arrivi rapidamente a una sentenza”. Nonostante l’inizio formale del processo, secondo una nota della pubblica accusa, le indagini proseguiranno e resterà in funzione anche l’ufficio locale di Beirut che coordina l’attività investigativa.