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Monaco tibetano si dà fuoco, Pechino rinforza i ranghi della polizia nella provincia

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Monaco tibetano si dà fuoco, Pechino rinforza i ranghi della polizia nella provincia

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Sarebbe un monaco di 25 anni del monastero di Kirti, il tibetano che ieri si è dato fuoco nella provincia cinese del Sichuan. Secondo l’agenzia ufficiale Nuova Cina l’uomo sarebbe ora in ospedale con ustioni sul corpo.

Nella provincia vicina di Quinghai sono arrivati massicci rinforzi alle forze di polizia, in previsione di possibili tensioni nei prossimi giorni, quando si celebrerà il cinquantesimo anniversario della partenza per l’esilio del Dalai Lama. Un giro di vite denunciato anche da questo monaco. “L’anno scorso per fare bella figura aspettando le Olimpiadi era più tranquillo, quest’anno invece i controlli sono molto più rigidi”. Pechino considera la repressione delle istanze tibetane un affare interno, e si sottrae a ogni tentativo occidentale di sollevare il problema, Nonostante ciò la Cina non riesce del tutto a controllare le vampate di violenza. L’anno scorso almeno 200 tibetani sono morti nel corso di manifestazioni represse dalla polizia. Dal canto loro, le autorità cinesi hanno accusato i manifestanti di aver ucciso 21 persone.