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Vescovo negazionista, le scuse non bastano

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Vescovo negazionista, le scuse non bastano

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Il Vaticano respinge al mittente le scuse di Richard Williamson, il vescovo lefebriano negazionista al quale qualche settimana fa aveva levato la scomunica. La santa sede ritiene irrituale la lettera di scuse diffusa ieri dal vescovo, e invita a prendere le distanze dalle posizioni sulla Shoa in modo inequivocabile e pubblico. Williamson, che ha fatto ritorno a Londra dopo essere stato dichiarato persona non grata dall’Argentina dove si trovava, ha inviato la lettera a un’agenzia di stampa cattolica e si è rammaricato di aver ferito qualcuno con le sue dichiarazioni, ma non ha ritrattato le affermazioni negazioniste.

L’Unione Europea ha messo in guardia Williamson, il quale se si setne al sicuro in Gran Bretagna, potrebbe incorrere in sanzioni negli altri paesi. “Molti stati, ha detto il commissario alla giustizia Jacques Barrot, hanno legislazioni che portano all’arresto di chi promuove il negazionismo, anche se la direttiva europea approvata lo scorso novembre non è ancora diventata legge nei singoli paesi”. Il papa Benedetto XVI ha causato una tempesta reintegrando nella chiesa cattolica quattro vescovi tradizionalisti seguaci dello scisma di Lefevre. Uno di loro, Williamson appunto, ha dato fuoco alel polveri dicendo in un’intervista che solo due o trecentomila ebrei sono morti nei campi di concentramento e in ogni caso non nelle camere a gas, che non esistevano.