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Il silenzio dei sopravvissuti giunti a Istanbul

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Il silenzio dei sopravvissuti giunti a Istanbul

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Mantengono il silenzio, in Turchia, i sopravvissuti dell’incidente aereo di mercoledì al Boeing 737 della Turkish Airlines. Sono alcuni passeggeri rimasti feriti in modo lieve, riusciti a farsi strada tra i rottami del velivolo. A bordo di due aerei, sono arrivati a Istanbul da Amsterdam, teatro del disastro costato la vita a nove persone: cique turchi e quattro americani.

Sessantatré persone si trovano tuttora ricoverate negli ospedali olandesi. Alcuni di loro rischiano la vita. Il racconto di una coppia olandese residente in Qatar. Rientrava in Olanda per fare visita ai parenti: “A volte – dice la donna – mi ricordo alcuni momenti, poi mi rendo conto che è successo davvero. Non so se io stia rimuovendo l’evento o se si tratti di perdita di memoria. Potere ignorare, comunque, è una benedizione”. “Ho rivissuto l’incidente almeno dieci volte” – risponde il marito al giornalista che gli chiede se riesca a dormire la notte. Un guasto ai motori potrebbe essere all’orgine dell’incidente al Boeing 737, precipitato – spezzandosi in tre – poco prima dell’atterraggio allo scalo di Schiphol. Ma è solo un’ipotesi. Inviate a Parigi per essere analizzate con l’assistenza tecnica delle autorità francesi, le scatole nere serviranno, insieme alle testimonianze raccolte sul posto, a ricostruire la dinamica dell’evento.