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Tempi lunghi per identificare le 9 vittime del crash di Amsterdam

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Tempi lunghi per identificare le 9 vittime del crash di Amsterdam

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Potrebbe venire dall’esame della scatola nera una risposta agli interrogativi sul disastro aereo di ieri ad Amsterdam costato la vita a nove persone. Il Boeing della compagnia Turkish Airlines, precipitato accanto all’aeroporto internazionale e miracolosamente non incendiatosi, aveva a bordo 134 persone.

Secondo i media olandesi, prima dello schianto uno dei piloti avrebbe denunciato un’emergenza alla torre di controllo, chiedendo indicazioni su come agire. Sul posto dello schianto, le squadre di investigatori hanno lavorato per tutta la notte attorno ai resti dell’aereo. Senza tregua anche il lavoro dei soccorritori, che hanno lavorato tutta la notte. A far loro visita, a un certo punto, è arrivato anche il capo del governo olandese, Balkenende. Continuano ad arrivare ad Amsterdam, intanto, i familiari delle nove vittime. Si preannuncia delicata l’identificazione dei corpi, che secondo le autorità potrebbe richiedere diversi giorni. Tra gli 80 feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche, ricoverati negli ospedali di Amsterdam, c‘è ora chi racconta delle drammatiche fasi dell’incidente. Questa passeggera, turca come la maggior parte delle persone a bordo, spiega di aver sentito il comandante urlare qualcosa e di non essersi resa conto di cosa stesse accadendo fino a quando l’aereo non è caduto in picchiata. E’ infine fuori pericolo, tanto da poter essere dimesso già oggi dall’ospedale in cui ha passato la notte, l’unico italiano tra i passeggeri.