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Allo studio la scatola nera dell'aereo Turkish Airlines

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Allo studio la scatola nera dell'aereo Turkish Airlines

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Gli inquierenti olandesi sono al lavoro per stabilire le cause dell’incidente aereo di Amsterdam. Trovata la scatola nera, ora occorre fare luce sul perché del disastro, avvenuto senza particolari problemi di meteo. Tra le ipotesi: un’improvvisa raffica di vento, un volatile finito in uno dei motori. Qualcuno ha parlato di mancanza di carburante. Ma ogni pista è aperta. Il Boeing 737 della Turkish Airlines si è schiantato al suolo – spezzandosi in tre tronconi – a poche centinaia di metri dalla pista di atterraggio di Schiphol, il quinto aeroporto d’Europa per volume di passeggeri. Nove i morti, oltre ottanta i feriti. Alcuni di loro sono in condizioni critiche.

L’aereo – proveniente da Istanbul – trasportava, oltre a sette membri dell’equipaggio, 127 passeggeri, in prevalenza olandesi e turchi. Un volo speciale dalla Turchia ha portato in Olanda i parenti delle vittime. “Il suo braccio è rotto in tre o quattro punti, ha problemi alla bocca, dovrà subire una lunga operazione”, racconta lo zio di uno dei feriti, da uno degli ospedali che hanno accolto i sopravvissuti. Qualcuno, come la nipote di una coppia coinvolta nell’incidente esprime la sua gioia. Quello di ieri è l’undicesimo incidente per la Turkish Airlines negli ultimi 20 anni. Dopo i record negativi degli anni Settanta, la compagnia ha raggiunto standard di sicurezza soddisfacenti, anche per la Commissione europea. Sul luogo del disastro sono intervenuti oltre settecento addetti della sicurezza. Il premier olandese Jan Peter Balkenende li ha visitati nella sede dell’unità di crisi istituita in prossimità dell’aeroporto.